Il falso mito della sirena d’allarme: il 51% degli italiani pensa che basti per attivare i soccorsi, ma non è così
Solo un sistema collegato a una centrale operativa garantisce una risposta tempestiva. Secondo l’Osservatorio di Sector Alarm, chi lo possiede dichiara livelli di serenità molto più elevati (75% vs. 48%).
Più della metà degli italiani è convinta che, quando scatta la sirena di un allarme, qualcuno venga automaticamente avvisato e intervenga. La realtà, però, è spesso diversa. È quanto emerge dal nostro Osservatorio sulla Serenità Domestica, realizzato in collaborazione con AstraRicerche, che evidenzia il divario tra la percezione dei cittadini e il reale funzionamento della maggior parte dei sistemi di sicurezza domestica.
Secondo la ricerca, infatti, a ritenere che venga automaticamente attivato un intervento quando scatta la sirena dell'allarme è il 51% degli italiani. Nella realtà, però, solo i sistemi di protezione collegati a una centrale operativa 24/7 garantiscono la risposta immediata di esperti qualificati in grado di verificare l’accaduto e chiamare i servizi d’emergenza, come dimostra il caso di un'anziana soccorsa a Erba durante un incendio condominiale lo scorso luglio. In altre parole, la sirena segnala un possibile pericolo, ma non implica necessariamente che qualcuno lo stia gestendo.

Una sirena non basta: il valore della componente umana nella sicurezza
Dall’Osservatorio sulla Serenità Domestica emerge con chiarezza che la presenza di una centrale operativa rappresenta per gli italiani un elemento di grande valore. Il beneficio percepito più forte, infatti, non è tanto l’efficacia tecnica del sistema, quanto la tranquillità di sapere che, in caso di emergenza, c’è una persona reale pronta a intervenire.
Infatti, il 73% degli intervistati ha dichiarato che si sentirebbe più sereno potendo contare sull’attivazione immediata di una centrale operativa, una percentuale superiore al 66,9% di chi ne evidenzia soprattutto la capacità di evitare o limitare i danni materiali.

Inoltre, quasi 9 italiani su 10 (87,8%) ritengono importante ricevere un intervento rapido, e per il 56,6% la tempestività rappresenta addirittura un requisito imprescindibile.

Questi aspetti incidono anche sulla serenità con cui si lascia la propria abitazione: si dichiara tranquillo nel farlo il 48% di chi non possiede alcun sistema di allarme, il 59% di chi utilizza un allarme tradizionale e il 75% di chi dispone di un sistema collegato a una centrale operativa.

Quando una risposta tempestiva fa la differenza: la storia di Liliana
In Italia sono quasi 9 milioni le persone che vivono da sole, e più della metà (55,2%) ha 60 anni o più1. Alla luce di questi dati, quando si verifica un'emergenza, sapere di poter contare su qualcuno che risponde, verifica la situazione e, se necessario, attiva tempestivamente i soccorsi può fare davvero la differenza. Non si tratta solo di proteggere la propria abitazione, ma di non dover affrontare da soli momenti di particolare difficoltà. Lo dimostra anche la storia di Liliana, 84 anni, residente a Erba, coinvolta lo scorso luglio in un incendio divampato nel proprio condominio, un episodio riportato anche dalla stampa locale2, nel quale 11 persone sono state soccorse e 7 trasportate in ospedale per accertamenti a causa dei fumi inalati.
Dopo essersi accorta del fumo proveniente dalle aree comuni dell’edificio, Liliana ha utilizzato il sistema di protezione installato nella propria abitazione per entrare in contatto con la centrale operativa. Gli operatori, verificata la situazione, hanno immediatamente attivato i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine, contribuendo a una gestione tempestiva dell’emergenza.
"Quando ci si trova in una situazione del genere è facile sentirsi disorientati e andare nel panico. Sapere che qualcuno ti risponde subito, ti ascolta e ti aiuta a capire cosa fare è fondamentale. Mi sono sentita supportata e non sola davanti a una situazione che mi aveva molto spaventata. Avere dall’altra parte una persona che mi guidava e sapeva come gestire l’emergenza mi ha dato la tranquillità di cui avevo bisogno in quel momento", ha raccontato Liliana.
[1] Fonte: Censis
[2] Fonte: QuiComo
*Indagine condotta in collaborazione con AstraRicerche a maggio 2026 su un campione di oltre 1.100 rispondenti di età compresa tra i 30 e i 65 anni.