Genitori anziani soli in casa: per un italiano su due il pensiero che possa succedere qualcosa è una “piccola ossessione”
In occasione della Giornata Mondiale dei Genitori, il nuovo Osservatorio Sector Alarm sulla Serenità Domestica, realizzato con AstraRicerche, ha indagato il rapporto degli italiani con la solitudine dei parenti anziani: oltre il 50% la vive con preoccupazione. Malori, cadute, perdita di lucidità e l’impossibilità di richiedere soccorsi tempestivi sono le paure principali.
Il pensiero che possa accadere qualcosa di negativo ricorre frequentemente, e la soluzione risiede in un sistema capace di verificare a distanza le condizioni del parente e intervenire tempestivamente.
La percezione della distanza dei figli dai propri genitori in Italia non è solo una questione sociale, ma un vero e proprio "carico mentale", che aumenta con l’età dei propri familiari e i timori per la loro solitudine. È quanto emerge dalla prima rilevazione* del nostro Osservatorio sulla Serenità Domestica, in collaborazione con AstraRicerche, che in occasione della Giornata Mondiale dei Genitori ha analizzato il rapporto degli italiani con la solitudine dei parenti anziani che vivono soli. Secondo lo studio, il benessere dei propri cari durante la vecchiaia è diventato una fonte di preoccupazione costante, fino a trasformarsi in una "piccola ossessione" per il 51,8% degli intervistati.
In oltre tre casi su quattro si tratta dei genitori di età superiore ai 65 anni. Sebbene l’81,6% dei rispondenti risieda in realtà a una distanza ridotta di massimo 40 minuti dai propri familiari, l'indagine evidenzia come il legame affettivo si traduca anche in questi casi in un'allerta continua: il 65,6% degli intervistati ammette di agitarsi rapidamente se il genitore che vive da solo non risponde immediatamente al telefono o ai messaggi. Quasi due terzi di chi ha parenti anziani soli (67,5%) vive abitualmente con il pensiero che possa accadere qualcosa di negativo, che ricorre con frequenza settimanale (43,5%) o addirittura quotidiana (24%).
Le preoccupazioni principali: non solo furti
Sebbene la paura delle intrusioni nell’abitazione del genitore sia sentita dal 65,3% dei rispondenti, le preoccupazioni più profonde riguardano l'incolumità fisica e la salute all'interno delle mura domestiche. Tre quarti degli italiani con parenti anziani che vivono soli infatti temono che i propri cari possano trovarsi in difficoltà senza riuscire a contattare nessuno e il 74% è spaventato da malori o incidenti domestici che richiedano soccorsi veloci. A questi timori si aggiungono la preoccupazione per un'eventuale perdita di lucidità in caso di pericolo (68,5%) e il rischio di incendi o fughe di gas (59,3%). Inoltre, a conferma della fondatezza della percezione di questi timori, il 60,8% di questi dichiara di aver già vissuto episodi simili legati a uno di questi fattori per esperienza diretta o racconto di amici e parenti stretti.
Il ruolo crescente della tecnologia come alleata della sicurezza
Di fronte a questo scenario, emerge un bisogno sempre più concreto: poter contare su un supporto capace di intervenire e verificare tempestivamente le condizioni dei propri familiari, anche a distanza. Tecnologia e monitoraggio professionale diventano così strumenti fondamentali per aiutare le famiglie a vivere con maggiore serenità la quotidianità dei propri genitori anziani, offrendo un supporto efficace anche nelle emergenze domestiche. Per gli intervistati, le caratteristiche irrinunciabili di un sistema di sicurezza dedicato ai propri cari sono la tempestività dell’intervento per il 74,6%, la capacità di avvisare immediatamente i familiari per il 68,8% e la possibilità di parlare attraverso dispositivi per verificare le condizioni del parente anche a distanza, indicata dal 66,4% degli italiani. Infine, la facilità d'uso del sistema si conferma un requisito fondamentale per quasi la metà degli intervistati.
“L’indagine evidenzia una chiara necessità di presenza e protezione delle persone, che va oltre la sola sicurezza domestica e che impatta profondamente sul benessere e sulla serenità delle famiglie italiane. Quando pensiamo ai nostri genitori, che da sempre ci hanno protetto, vediamo in loro lo scorrere del tempo e l’inversione di questa tendenza, dove siamo noi ora a volerci prendere cura di loro: questa survey racconta proprio come per tanti italiani la cura e l’affetto passino anche dal sapere l’altro sereno e al sicuro. In questo senso, poter contare su strumenti semplici da usare e su un supporto professionale sempre attivo può aiutare le persone a sentirsi meno sole nella gestione quotidiana delle preoccupazioni legate ai propri cari. Con l'Osservatorio vogliamo dare continuità a questo tipo di ascolto, restituendo periodicamente al dibattito pubblico dati e letture su come gli italiani vivono il proprio rapporto con la casa, con chi la abita e con chi ci tiene”, dichiara Fabio Ansaloni, Managing Director di Sector Alarm Italy.
Da ultimo, circa l’80% degli italiani 30-65enni ritiene utile l’adozione di un sistema di sicurezza collegato a una Centrale Operativa attiva 24/7, capace non solo di ricevere immediatamente una segnalazione di emergenza, ma anche di verificare rapidamente la situazione attraverso strumenti come la Voice Unit e le videocamere interne, contattando e coordinando direttamente i soccorsi quando necessario. Quasi il 70% degli intervistati dichiara, infatti, che si sentirebbe più sereno sapendo che esiste un supporto esterno di monitoraggio attivo.
*Indagine condotta in collaborazione con AstraRicerche a maggio 2026 su un campione di oltre 1.100 rispondenti di età compresa tra i 30 e i 65 anni.